"Un uomo si butta dall'ultimo piano di un
grattacielo, mentre cade ad ogni piano per farsi coraggio si ripete >
fino a qui tutto bene fino a qui tutto bene > Vedi non è tanto il
viaggio a fare paura ma l'arrivo" E' la storia di una società che
precipita e che mentre precipita si ripete per farsi coraggio "Fino a qui
tutto bene Fino a qui tutto bene il problema non è la caduta...ma
l'atterraggio.
"Guardale queste pecore rimbecillite dal sistema
guarda quello con la sua aria da stronzo tutto bellino con il giubbotto di culo
di capra, è la razza peggiore li riconosci sono quelli che non muovono un passo
sulle scale mobili che si lasciano trasportare dal sistema, quelli che votano Le
Pen ma non sono razzisti, sono quelli che vanno in sciopero quando gli si ferma
l'ascensore sono il peggio del peggio"
L'odio
"Ci sono persone come te, a forma di isola. Ma quando si incontrano nulla le unisce. È come per le isole di un arcipelago: non le puoi avvicinare l'una all'altra e ricavarci qualcosa. Non sono le tessere di un mosaico, non si combinano, ognuna sta per conto suo."
settembre 15 2009
Umore:in attesa Categoria: Storie d'amore e relazioni
In questo momento cammino all'interno di questo mito, ma forse è tutta la vita che ci vivo.
Per dir la verità, Erissimaco,» cominciò Aristofane, «io avrei in mente di fare un discorso diverso da quello tuo e di Pausania. Io credo, infatti, che di tutta questa potenza dell'Amore, gli uomini non se ne siano accorti per niente, altrimenti gli avrebbero innalzato templi grandiosi, altari, gli farebbero sacrifici magnifici e, invece, nulla di tutto questo mentre sarebbe la prima cosa da fare. Nessuno come lui, tra tutti quanti gli dei, è amico degli uomini, viene in loro aiuto, cerca di curarne i mali, la cui guarigione, forse, sarebbe la più grande felicità del genere umano. Quindi, io cercherò di svelarvi la sua potenza e voi, a vostra volta, la rivelerete agli altri. Per prima cosa, dovete rendervi conto cosa sia la natura umana e quali siano state le sue vicende; per il passato, infatti, essa non era quella che è oggi. Nel principio, tre erano i sessi dell'uomo, non due, il maschio e la femmina, come ora: ce n'era un terzo che aveva in sé i caratteri degli altri due, ma che oggi è scomparso e del quale resta soltanto il nome: l'andrògino. Esso, infatti, era un essere a sé stante che,
nell'aspetto esteriore e nel nome, aveva dell'uno e dell'altro, cioè, del maschio e della femmina;
oggi, ripeto, non resta che il nome che, per di più, ha un significato infamante. Inoltre,
la figura di questo essere umano era arrotondata,
dorso e fianchi formavano come un cerchio; aveva quattro mani e quattro erano pure le gambe; aveva anche due facce, piantate su un collo anch'esso rotondo, completamente uguali e attaccate, in senso opposto, a un unico cranio; aveva quattro orecchie, doppi gli organi genitali e, da tutto questo, possiamo immaginarci il resto. Camminavano in posizione eretta, come noi, volendo potevano spostarsi in qualunque direzione e, quando correvano, facevano un po' come i nostri saltimbanchi che gettano in aria le gambe e capriolettano su se stessi: e poiché gli arti erano otto, appoggiandosi su di essi, procedevano, a ruota, velocemente. I sessi erano tre, perché quello maschile aveva avuto origine dal sole, quello femminile dalla terra e l'altro, con i caratteri d'ambedue, dalla luna, dato che quest'ultima partecipa del sole e della terra insieme: perciò avevano quell'aspetto e si spostavano rotolando, perché somigliavano a quei loro progenitori. Avevano una resistenza e una forza prodigiosa, nonché un'arroganza senza limiti, tanto che si misero in urto con gli dei e quel che dice Omero di Efialte e di Oto, che tentarono di scalare il cielo, va riferito a costoro. «E così Giove e gli altri dei si consigliarono sul da farsi ma non seppero risolversi: non era il caso di ucciderli, infatti, come i Giganti, e di estinguerne la specie a colpi di fulmine (il che sarebbe stato come far sparire onori e sacrifici agli dei da parte degli uomini) e del resto non era possibile continuare a sopportare oltre la loro tracotanza. A furia di pensare, Giove, finalmente, ha un'idea: ‹Ho trovato il sistema,› esclamò, ‹perché gli uomini sopravvivano ma, nello stesso tempo, divengano più deboli e la smettano con la loro prepotenza. Ecco che li taglierò, ciascuno, in due,› continuò, ‹così diventeranno più deboli, e, dato che aumenteranno di numero potranno esserci anche più utili. Cammineranno su due gambe e, se non si metteranno tranquilli e faranno ancora i prepotenti, li taglierò ancora e cosi impareranno a camminare su una gamba sola, come nel gioco degli otri.› Detto fatto,
si mise a tagliare gli uomini in due
come si tagliano le sorbe quando si mettono a seccare, o come si divide un uovo col crine. E via via che tagliava, poi, raccomandava ad Apollo che a ciascuno gli rivoltasse il viso e la metà del collo dalla parte del taglio in modo che l'uomo, vedendosi sempre la sua spaccatura, diventasse più mansueto; Apollo, infine, provvedeva a chiudere le altre parti. Girava la faccia e, tirando la pelle, tutta verso quel punto che noi ora chiamiamo ventre, come chi fa per chiudere coi lacci una borsa, faceva una specie di groppo, che legava proprio in mezzo alla pancia, quello che noi chiamiamo ombelico. Spianava, poi, le molte rughe e modellava il petto usando un arnese un po' simile a quello che adoperano i sellai per spianare, sulla forma, le grinze del cuoio: ne lasciava, però, qualcuna, nei paraggi del ventre e intorno all'ombelico, in ricordo dell'antico castigo.
Fu così che gli uomini furono divisi in due, ma ecco che ciascuna metà desiderava ricongiungersi all'altra; si abbracciavano, restavano fortemente avvinti e, nel desiderio di ricongiungersi nuovamente, si lasciavano morire di fame e di accidia, non volendo far più nulla, divise com'erano, l'una dall'altra.
Quando, poi, una delle due metà, moriva, quella rimasta in vita, se ne cercava un'altra e le si avvinghiava, sia che le capitasse una metà di sesso femminile (che oggi noi chiamiamo propriamente donna) che una di sesso maschile; e così, morivano. Allora Giove, impietosito, ricorse a un nuovo espediente: spostò il loro sesso sul davanti; prima, infatti, l'avevano dalla parte esterna e generavano e si riproducevano non unendosi tra loro, ma alla terra, come le cicale. Dunque, trasferì questi organi sul davanti e, così facendo, rese possibile la procreazione attraverso l'unione del maschio nella femmina; lo scopo era quello di far generare e di perpetuare la specie grazie a un simile accoppiamento tra maschio e femmina; se, invece, l'unione fosse stata fra maschi, dopo un po' sarebbe venuta sazietà da questo connubio e così, una volta separatisi, sarebbero potuti ritornare al lavoro e alle altre cure della vita.
Da tempi remoti, quindi, è innato negli uomini il reciproco amore che li riconduce alle origini e che di due esseri cerca di farne uno solo risanando, così, l'umana natura.
...la nebbia confonde i passi...ma la strada è sempre la stessa
postato da PiccoloPrincipe 13:17commenti
novembre 17 2008
"Arrivato al primo piano dell'istituto ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana".
"Sono rimasto terrorizzato e basito quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze". "Non ho detto la verità per senso di appartenenza".
(Testimonianza giurata di Michelangelo Fournier, vicequestore aggiunto nei giorni del G8, al processo ai poliziotti accusati di violenze e maltrattamenti nella scuola Diaz nel luglio del 2001. Rainews24, 13 giugno 2007).
la democrazia è morta se questi fatti non vengono puniti
postato da PiccoloPrincipe 00:37commenti
ottobre 1 2008
Raramente ormai scrivo su queste pagine virtuali, il momento socio-politico che stiamo vivendo in questo momento mi fa venire i brividi lungo la schiena e tanta rabbia che in qualche modo deve uscire, allora non c'è nulla di meglio che scrivere qualcosa dato che altre cose non si possono fare. Neri che vengono pestati da presunte "forze dell'ordine", rom a cui vengono schedate le impronte digitali, esercito per le strade. Da conoscitore non superficiale della storia, avendo letto molto per studio, mi girano le palle e mi vengono i brividi. La società e l'opinione pubblica italiana vive in uno stato crescente d'individualismo e d'indifferenza e come al solito il problema risiede nella testa della gente. Non che tutti si debbano omologare ad un sistema di pensiero (il mio), non lo voglio e anzi voglio esattamente il contrario dato che il tentativo di omologazione è già in atto da tempo con il rincoglionimento da assuefazione che esercitano i media sulla testa della gente, ed una scuola ed educazione in crisi evidente. E qui arriviamo al punto focale, la rivoluzione vera in Italia si deve fare nei cervelli, nel coraggio di offrire un'offerta valida e plurale. Dalla nostra classe governante però abbiamo esattamente l'opposto. Cito la cosiddetta riforma della scuola, cosidetta perchè non è una riforma degli insegnamenti o qualcosa che apporti modifche migliorative, si parla di grembiuli e di voto in condotta e di, a mio modo di vedere, distruggere la parte della scuola italiana in cui abbiamo risultati internazionali eccellenti : la scuola primaria. Non serve aver letto trattati di psicologia e sociologia per rendersi conto che è nei primi anni di vita che si costruisce una persona, che gli si pongono le basi per il suo successo o insuccesso futuro. Colpire la scuola primaria per fare solo cassa è colpire la base del sistema educativo e quindi il futuro della società. Mi permetto di postare insieme al mio testo delle riflessioni di Piero Calamandrei sperando che qualcuno legga ancora queste pagine (ne dubito avendole costantemente trascurate)
Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.
postato da PiccoloPrincipe 16:13commenti
maggio 26 2008
Bella sta foto....la mano in basso è quella della mia Lei che si diletta a fare la stilista sarta...l'occhio del fotografo ce l'ho messo io.
Posto un mio contributo inviato al sito del Partito Democratico, stranamente mi hanno risposto trovate la risposta qui
ditemi cosa ne pensate Per costruire l'alternativa]
Gentile Walter Veltroni,
sono un ragazzo di 22 anni e sono semplicemente indignato per come Lei e il sig. Francesco Rutelli avete gestito la città di Roma. Vivo vicino ai quartieri di nuova costruzione che avete dato in mano ai palazzinari che ben conoscete. Avete una miopia politica e urbanistica incredibile (anche se il sospetto che vi siate allineati alle pratiche anticivili della parte avversa che tanto osteggiate c'è ed è purtroppo lecito). Avete consegnato al futuro della capitale puzza di smog e cemento, scriteriati progetti urbanistici che sembrano rispondere più a volontà e desideri personali che altro. Voi sareste l'alternativa al burattinaio palazzinaro di Milano 2? L'unica alternativa che avete creato è molto simile alle politiche dei furbetti della parte che tanto avversate, della politica dei condoni. Vi prego inoltre di avere la piacenza di non infangare la memoria dei morti e di togliere dal vostro sito la foto di un'eroe della sicilia e dell'Italia repubblicana, di un eroe di anni in cui proporre davvero l'alternativa costava teste spaccate, o nei casi peggiori la morte. Avete la responsabilità storica della morte della vera Sinistra in Italia, avete la responsabilità storica,voi e il pupazzo dei condoni, di aver distrutto una bellissima città e la responsabilità della scelta di perseguire gli interessi dei potentati di turno. Più che alternativa mi sembrate vecchia muffa che imputridisce il paese potenzialmente più bello al mondo. Ringrazio il cielo di non avervi dato la fiducia. Inutile dire che tale intervento non avrà seguito, ma almeno quello che dovevo esprimere l'ho detto.
Fatevi un esame di coscienza prima di parlare di alternativa.
Non scrivo da tantissimo tempo...tante novità...una che il 5 ottobre mi ha cambiato la vita come un vero spartiacque, una novità con nome e cognome con cui progettare e condividire..L'università che va...ed un film che mi rimarra sempre in capoccia Into the wild (di cui ho letto anche il libro)voglia di stendere le ali e volare via in coppia...perchè "la felicità è reale solo quando condivisa"
Niente di meglio stasera che un ottimo libro lo consiglio a tutti come consiglio a tutti di bazzicare nel sito degli autori
postato da PiccoloPrincipe 00:56commenti
aprile 7 2007
Voce
Sussurri la vita dentro un apparecchio
testimone dei nostri artifici di parole
dei nostri silenzi,
delle nostre attese
perse
nell'etere messaggero di emozioni
che frantumate in lettere
su tasti ticchettanti
si ricompongono in un'esplosione di cristalli liquidi
Un disco volante? Due dischi volanti? No qualcosa di molto più banale che ho sotto gli occhi da quando son nato....
Meglio questa su?
O questa giù
In realtà a me l'effetto "psichedelico" giallo mi gusta di più
postato da PiccoloPrincipe 00:49commenti (3)
i miei esperimenti fotografici continuano....questo è simpatico ma già stato fatto
intanto questo è il mio bellissimo cagnone max
ma meraviglia delle merviglie nei suoi occhi color caffè si riflette la mia persona...
e già roba da csi...mi sembra che st'effetto c'era anche in un film...anzi sicuramente in più di uno
si si avete raggio c'è lo zampino di photoshop ma l'effetto è carino no? come riempiere un blog...
postato da PiccoloPrincipe 00:09commenti
ma si potrebbe utilizzare il blog per sharare un po di foto!! Ma che idea geniale! peccato che forse ne esistano già miliardi di foto blog ma che importa? si mi piace la cosa di condividere foto..ad esempio questa del mio loco di lavoro mi piace...oggetti di vita quotidiana
a ovviamente ci son i diritti d'autore...se mai a qualcuno interessassero (ne dubito fortemente)
postato da PiccoloPrincipe 00:04commenti
gennaio 18 2007
Cavolo quant'è che non scrivo...1 anno? Tante cose ho lasciato perdere in un anno, ma non per dedicarmi a cose migliori. L'università va a rilento (solo 2 esami fatti negli ultimi sei mesi) ma cazzo non ce la faccio, è uno stress fare sti cazzo di esami...è tutto un ribollire di budella (ho cagato tantissimo prima di andare) e poi nausea tanta nausea accompagnata da un calmante che serve a farmi fare gli esami...cioè a farmi presentare lì più che altro...non tanto paura, forse più una sensazione di fastidio...del dover rendere conto in un quarto d'ora ad uno stronzo che non ha la minima idea di chi tu sia quello che hai appreso, studiato. Lo riattivo sto blog? Non lo so a volte penso che sia solo un tamagochi...e io non ho tempo per animaletti virtuali, ne ho poco anche per me...per fortuna c'è la "Bella" città di Roma che ogni tanto ti sveglia con qualcosa...e magari capita che il fuoco arrivi sotto casa tua
"Cor ferro cor foco riprenneremo le nostre città" diceva una vecchia canzone dei colonna infame skinheads..se si tratta di una mercedes forse ma cazzo avete rotto il cazzo di bruciare macchine!
postato da PiccoloPrincipe 23:59commenti
maggio 31 2006
Dalla sua finestra affacciato sulla piazza del mercato il Maestro vide uno dei suoi allievi, un certo Haikel, che camminava in fretta, tutto indaffarato. Lo chiamò e lo invitò a raggiungerlo. "Haikel, hai visto il cielo stamattina?". "No, Maestro". "E la strada, Haikel? La strada l'hai vista stamattina?". "Sì, Maestro". "E ora, la vedi ancora?". "Sì, Maestro, la vedo". "Dimmi che cosa vedi". "Gente, cavalli, carretti, mercanti che si agitano, contadini che si scaldano, uomini e donne che vanno e vengono, ecco che cosa vedo". "Haikel, Haikel - lo ammonì benevolmente il Maestro -, fra cinquant'anni, fra due volte cinquant'anni ci sarà ancora una strada come questa e un altro mercato simile a questo. Altre vetture porteranno altri mercanti per acquistare e vendere altri cavalli. Ma io non ci sarò più, tu non ci sarai più. Allora io ti chiedo, Haikel, perché corri se non hai nemmeno il tempo di guardare il cielo?"
CHE PALLE, vorrei avere tempo, invece...università esami...e domani altro esame
Quante volte, durante i vent’anni che fui il vostro capo, amici di Spoon River, avete disertato l’assemblea e il direttivo, e abbandonato sulle mie spalle l’onere di salvaguardare la causa del popolo? Una volta perché eravate malati, o vostra nonna era malata, o avevate bevuto troppo e v’eravate addormentati, oppure dicevate: «E’ lui il nostro capo, tutto andrà bene; lui combatte per noi, non dobbiamo far altro che seguirlo». Ma oh, come mi malediceste quando caddi, e mi malediceste, dicendo che vi avevo tradito, quando m’assentai dalla riunione per un attimo, e i nemici del popolo, lì raccolti, aspettavano e spiavano l’occasione per distruggere i sacri diritti del popolo. Plebaglia ignorante! M’ero assentato dalla riunione per andare al cesso!
Avevi ragione larry fantastica
postato da PiccoloPrincipe 23:44commenti
marzo 6 2006
Ho osservato tante volte il marmo che mi hanno scolpito - una barca in un porto con le vele ammainate. In realtà non rappresenta il mio approdo, ma la mia vita. Perchè l'amore mi fu offerto, ma fuggii dalle sue lusinghe,; il dolore bussò alla mia porta, ma ebbi paura; l'ambizione mi chiamò, ma paventai i rischi. Eppure bramavo sempre di dare un senso alla mia vita. Ora so che bisogna alzare le vele e farsi portare dai venti della sorte dovunque spingano la nave. Dare un senso alla vita può sfociare in follia, ma una vita senza senso è una tortura dell'inquietudine e del vago desiderio: E' una nave che desidera ardentemente il mare ma ha paura
Edgar Lee Master "george gray" ANTOLOGIA DI SPOON RIVER
postato da PiccoloPrincipe 16:36commenti (1)
Se Pac-Man avesse influenzato la nostra generazione,
staremmo tutti saltando in sale scure,
masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva!
Kristian Wilson, Nintendo Inc., 1989